Il Parlamento italiano sostiene il cambiamento democratico in Iran

Mercoledì 30 luglio 2025, il Parlamento italiano ha ospitato una conferenza di grande rilievo internazionale a sostegno della lotta per la libertà del popolo iraniano, con la partecipazione di Maryam Rajavi, presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI).

Mercoledì 30 luglio 2025, il Parlamento italiano ha ospitato una conferenza di grande rilievo internazionale a sostegno della lotta per la libertà del popolo iraniano, con la partecipazione di Maryam Rajavi, presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI). L’evento ha riunito parlamentari, senatori italiani e figure internazionali per discutere la grave situazione in Iran e le prospettive per un futuro democratico.

Durante la conferenza è emerso un ampio consenso sul fallimento delle politiche passate verso Teheran e sulla necessità urgente di un nuovo approccio. I relatori hanno condannato le violazioni dei diritti umani, il ruolo destabilizzante del regime in Medio Oriente e i suoi programmi nucleari. Al centro dei lavori la “Terza Opzione” proposta da Maryam Rajavi, che rifiuta sia interventi militari stranieri sia la condiscendenza con la teocrazia, indicando invece un cambiamento democratico guidato dal popolo iraniano e dalla sua Resistenza organizzata.

La conferenza ha anche annunciato l’approvazione da parte della maggioranza del Senato italiano della dichiarazione “Iran libero 2025”, che sostiene il Piano in Dieci Punti di Rajavi per una futura repubblica democratica e chiede la designazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) come organizzazione terroristica.

Maryam Rajavi: la Terza Opzione per un Iran libero

Nel suo discorso, Maryam Rajavi ha presentato una tabella di marcia per il cambiamento, affermando che il regime è sull’orlo del collasso e che è giunto il momento decisivo. Ha reso omaggio a Behrouz Ehsani e Mehdi Hassani, membri dell’OMPI recentemente giustiziati, sottolineando che la loro morte è parte della repressione per impedire una nuova rivolta.

Rajavi ha definito la questione iraniana come una “battaglia decisiva tra il popolo e il regime clericale” e ha evidenziato la Terza Opzione come unica via percorribile: non guerra, né condiscendenza, ma “un cambio di regime da parte del popolo iraniano e della sua Resistenza organizzata”. Ha ribadito che la Resistenza non chiede armi o fondi, ma semplicemente che il mondo non sostenga più il regime assassino. “Se questa sfida è un crimine, allora è un distintivo d’onore per ogni iraniano”, ha aggiunto.

Ha inoltre contrastato la propaganda del regime, che dipinge l’opposizione come incapace di gestire il cambiamento, ricordando invece la rete estesa di Unità di Resistenza e i 44 anni di storia del CNRI come prova di un’organizzazione capace di garantire una transizione graduale del potere. “Il nostro obiettivo non è prendere il potere a qualsiasi costo, ma garantire libertà, democrazia e il diritto del popolo a scegliere liberamente”, ha concluso.

Naike Gruppioni: l’Italia al fianco di un Iran libero

La parlamentare Naike Gruppioni, membro della Commissione Affari Esteri, ha aperto la conferenza sottolineando urgenza e responsabilità: “La lotta per la libertà in Iran è una questione di umanità condivisa. Ogni volta che una persona viene privata della possibilità di esprimersi, colpisce tutti noi”. Gruppioni ha reso omaggio al coraggio di donne e giovani iraniani, auspicando soluzioni pacifiche, sostenibili e guidate dagli stessi cittadini iraniani.

Nelle conclusioni, ha elogiato la Terza Opzione e la piattaforma del CNRI, sostenuta da oltre 4.000 legislatori nel mondo, condannando le recenti esecuzioni e chiedendo una seria riflessione sulla designazione dell’IRGC come organizzazione terroristica. Ha definito il Piano in Dieci Punti di Rajavi “un sogno concreto e giusto per un Iran laico e libero”, aggiungendo: “Maryam Rajavi è la leader che può trasformare questo sogno in realtà”.

Emanuele Pozzolo: solidarietà incrollabile alla Resistenza

Il parlamentare Emanuele Pozzolo ha descritto la situazione iraniana come una battaglia fondamentale e spirituale: “Da una parte ci sono esseri umani che amano la vita e la libertà, dall’altra, chi vive sotto un velo di odio e morte”. Ha definito il regime come simbolo di odio e morte e ha elogiato la Resistenza per la lotta quotidiana.

Pozzolo ha sottolineato come la comunità internazionale delle nazioni libere si stia avvicinando all’obiettivo di liberare il popolo iraniano da un regime repressivo. Ha offerto un messaggio di sostegno a Rajavi e ai suoi sostenitori: “Quando un regime basato sull’odio e la morte crolla, chi ama la vita e la libertà si schiera con chi lotta per il bene. Siamo al vostro fianco, con fermezza e per sempre”.

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