Il 26 marzo, l’Organizzazione delle Comunità Iraniano-Americane (OIAC) ha organizzato un briefing al Congresso dedicato al futuro democratico dell’Iran e all’iniziativa del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI) per un governo provvisorio. Nel corso dell’evento, diversi legislatori statunitensi, insieme alla presidente-eletta del CNRI, Maryam Rajavi, hanno sottolineato che il destino dell’Iran deve essere determinato esclusivamente dal popolo iraniano.
I partecipanti hanno espresso il loro sostegno alla Risoluzione 166 della Camera dei Rappresentanti e al Piano in Dieci Punti del CNRI, auspicando la nascita di una repubblica democratica, laica e priva di armi nucleari. È stata evidenziata l’importanza di elezioni libere, del diritto all’autodeterminazione e del sostegno alla popolazione iraniana. I membri del Congresso hanno inoltre appoggiato il concetto di “resistenza organizzata” e la linea politica del “né guerra né appeasement”, mentre alcuni interventi hanno escluso esplicitamente un ritorno alla monarchia, indicando nelle urne l’unica via legittima per il cambiamento.
La dottoressa Ramesh Sepehrrad, analista della politica iraniana e membro del consiglio dell’OIAC, ha aperto l’incontro ricordando che l’evento coincideva anche con le celebrazioni del Nowruz, il Capodanno persiano, pur riconoscendo le difficoltà vissute dal popolo iraniano. Ha fatto riferimento alle violenze del regime nelle strade e alle condizioni di conflitto e distruzione affrontate dalla popolazione, sottolineando che l’obiettivo dell’incontro era discutere la direzione futura dell’Iran e delineare un percorso verso democrazia, libertà e una repubblica laica e non nucleare.
La signora Maryam Rajavi, presidente-eletta del CNRI, ha dichiarato in un messaggio durante la conferenza stampa: “La soluzione alla crisi in Iran è il rovesciamento del regime, che può essere raggiunto solo dal popolo iraniano stesso attraverso la sua resistenza organizzata”.
Ha affermato: “La risposta risiede nel popolo e nei giovani iraniani: nelle Unità di Resistenza e nell’Esercito di Liberazione”, e ha descritto tale resistenza come basata “sull’esperienza e sull’impegno” dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/MEK), che “combatte contro questo regime da 47 anni”.
La signora Rajavi ha dichiarato che il CNRI “respinge sia la precedente dittatura monarchica che l’attuale tirannia religiosa”, aggiungendo che “lo slogan della Resistenza iraniana e del governo provvisorio è pace e libertà”. Ha inoltre affermato che la Resistenza iraniana “non chiede truppe sul campo, denaro o armi da Paesi stranieri”, chiedendo invece il riconoscimento del governo provvisorio del CNRI, il supporto tecnico per l’accesso a Internet e “l’espulsione degli agenti del regime dal suolo statunitense”.