Il 28 aprile 2026, presso il Palazzo di Westminster, si è tenuta una conferenza di alto livello dal titolo “Iran: verso la pace e la libertà”, che ha riunito un’ampia coalizione di parlamentari britannici, esperti legali e difensori dei diritti umani. L’evento è servito come piattaforma fondamentale per affrontare la “posizione in tempo di guerra” recentemente adottata dal sistema giudiziario del regime iraniano e il conseguente aumento delle esecuzioni politiche. I relatori durante la sessione hanno affermato che la comunità internazionale deve uscire dal silenzio e sostenere attivamente la resistenza organizzata all’interno dell’Iran. Al centro della discussione c’era il Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI) e il suo Piano in Dieci Punti, che i partecipanti hanno salutato come l’unico progetto praticabile per una repubblica democratica e non nucleare. L’assemblea ha anche respinto con fermezza qualsiasi ritorno al regime monarchico, definendo l’alternativa Pahlavi una soluzione “falsa” priva di legittimità dal basso.
La signora Maryam Rajavi, presidente-eletta del CNRI, ha svolto la relazione principale via video, a vvertendo che il popolo iraniano sta “pagando il prezzo del silenzio” di fronte alla brutalità del regime. Ha descritto dettagliatamente una campagna di repressione che ha visto l’esecuzione di decine di prigionieri politici e membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI) da marzo.