Nel corso della Terza Commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riunitasi il 30 ottobre 2025, la delegazione dell’Unione Europea ha dichiarato che l’Iran sta registrando una media di tre o quattro esecuzioni al giorno. Secondo l’UE, il 2025 ha già raggiunto un nuovo record nel numero di esecuzioni, confermando una tendenza estremamente preoccupante.
L’Unione Europea ha condannato con fermezza l’uso della pena di morte da parte del regime clericale, ribadendo la propria opposizione «in tutti i casi e in tutte le circostanze», senza eccezioni.
Nel suo intervento, l’UE ha inoltre lanciato un allarme sulla crescente repressione transnazionale, sottolineando che dissidenti e giornalisti iraniani sono stati presi di mira anche all’interno del territorio europeo, attraverso attività di sorveglianza, minacce e intimidazioni.
«L’Unione Europea chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutte le persone detenute arbitrariamente», si legge nella dichiarazione ufficiale, includendo i cittadini con doppia cittadinanza e i cittadini stranieri trattenuti dal regime iraniano come strumento di pressione politica.
Queste prese di posizione sono state espresse nell’ambito dei lavori della Terza Commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (Commissione per gli Affari Sociali, Umanitari e Culturali), l’organo incaricato di esaminare le questioni relative ai diritti umani. In questo contesto, l’Unione Europea ha sottolineato che il ricorso sistematico alla pena di morte e l’intensificarsi della repressione, anche oltre i confini nazionali, rappresentano una grave violazione degli obblighi internazionali dell’Iran.
Secondo l’UE, l’uso delle esecuzioni e dell’intimidazione transnazionale come strumenti politici di controllo evidenzia un preoccupante deterioramento dello Stato di diritto. Bruxelles ha ribadito che il rispetto dei diritti fondamentali, a partire dal diritto alla vita, rimane un elemento imprescindibile nelle relazioni con Teheran e ha avvertito che il silenzio della comunità internazionale rischia di alimentare ulteriormente l’impunità.
L’Unione Europea ha infine confermato il proprio impegno a mantenere alta l’attenzione sulla situazione dei diritti umani in Iran, in stretto coordinamento con le Nazioni Unite e i partner internazionali, al fine di contrastare l’uso della pena di morte e promuovere la responsabilità per le violazioni sistematiche dei diritti umani.