Proteste del 2022: dalla documentazione dei massacri e delle torture alla richiesta di liberazione di Taranah e Romina Rahimi

La pubblicazione del nuovo rapporto di Amnesty International sulla repressione delle proteste nazionali del 2022 e le dichiarazioni di Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, sulla situazione dei prigionieri politici hanno riportato ancora una volta alla ribalta la portata capillare della violenza organizzata, della tortura, degli arresti arbitrari e delle condanne a morte pronunciate nei confronti dei manifestanti in Iran.

Mercoledì 25 settembre 2024, Amnesty International ha pubblicato il suo rapporto investigativo di oltre mille pagine, in coincidenza con il quarto anniversario dell’inizio delle proteste nazionali. Nel nuovo rapporto, l’organizzazione ha identificato 87 funzionari che dovrebbero essere sottoposti a indagini penali per il loro ruolo in crimini contro l’umanità.

Due giorni prima della pubblicazione del rapporto, Roberta Metsola, durante una seduta plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, ha chiesto l’immediato rilascio delle due sorelle e di tutti coloro che sono ingiustamente detenuti in Iran, riferendosi alla condanna a morte di Taraneh Rahimi e alla condanna a 25 anni di reclusione di Romina Rahimi.

La contrapposizione di queste due posizioni internazionali dimostra che l’apparato repressivo che, durante le proteste nazionali del 2022, ha provocato uccisioni, torture e detenzioni di massa dei manifestanti, rimane attivo e sta ora proseguendo con l’emissione di condanne a morte e lunghe pene detentive nei confronti di un’altra generazione di manifestanti.

Lunedì 23 settembre 2024, Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, ha citato il caso di Taraneh e Romina Rahimi come esempio della repressione in corso in Iran durante una seduta plenaria dell’istituzione.

Riferendosi all’aumento delle condanne a morte nei confronti dei manifestanti, ha affermato che lo scopo di queste punizioni è quello di instillare paura nella società e mettere a tacere le voci di coloro che vogliono la libertà.

Rivolgendosi al popolo iraniano, Metsola ha detto: «Non siete soli». Ha sottolineato che il Parlamento europeo continuerà a chiedere l’immediato rilascio di Taraneh, Romina e di tutti coloro che sono ingiustamente incarcerati.

Le osservazioni della presidente del Parlamento europeo, insieme a un recente rapporto di Amnesty International, stabiliscono un nesso diretto tra la repressione delle proteste nazionali del 2022 e gli attuali casi di prigionieri politici. Gli strumenti utilizzati rimangono simili: detenzione segreta, interruzione dei contatti con la famiglia, tortura, confessioni estorte, processi opachi e l’emissione di condanne a morte o a lunghe pene detentive.

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