Il presidente della Commissione di sostegno agli avvocati dell’Ordine degli avvocati della regione del Fars ha annunciato che, a seguito delle proteste del dicembre 2024, sono stati avviati procedimenti giudiziari contro circa 20 avvocati. Di questi, 12 sono stati arrestati e i procedimenti relativi ad alcuni di loro sono ancora in corso in primo grado o in appello.
Avvio di procedimenti giudiziari contro 20 avvocati nella provincia di Fars
Mostafa Ansari, presidente della Commissione per il sostegno agli avvocati, ha annunciato che sono stati avviati procedimenti giudiziari contro circa 20 avvocati nella provincia di Fars a seguito delle proteste di dicembre. L’arresto di 12 di questi avvocati rivela la portata della repressione giudiziaria nei confronti dei membri della professione forense nella provincia.
Non sono stati resi noti tutti i dettagli relativi all’identità di tutti gli avvocati, alle accuse mosse, ai tribunali che si occupano dei casi e al nesso preciso tra i procedimenti e le loro attività professionali. Diversi di questi casi rimangono aperti e i relativi procedimenti proseguono in varie fasi del processo giudiziario.
Rilascio di 9 avvocati dopo la modifica delle condizioni di libertà provvisoria
Secondo Mostafa Ansari, l’Ordine degli Avvocati della regione del Fars è intervenuto per seguire la situazione degli arrestati e ottenere la modifica dei provvedimenti di custodia cautelare. Grazie a questi sforzi, i provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di nove avvocati sono stati convertiti in libertà provvisoria su cauzione, e gli avvocati sono stati rilasciati entro la prima o la seconda settimana.
Tre avvocatesse sono state tenute in custodia per un periodo più lungo. Le tre sono state recentemente rilasciate dopo circa tre mesi di detenzione. Non sono stati resi noti dettagli riguardo alle loro condizioni di detenzione, al luogo di detenzione o a eventuali restrizioni al loro accesso a un avvocato o ai contatti con le loro famiglie.
Irrogazione di condanne definitive a pene detentive nei confronti di due avvocati
Alcuni dei procedimenti avviati contro gli avvocati nella provincia di Fars sono ancora pendenti dinanzi al tribunale di primo grado o in fase d’appello, mentre per altri sono state emesse sentenze definitive. Secondo le informazioni rese note, due avvocati coinvolti in questi casi sono stati condannati rispettivamente a un anno e a tre anni di reclusione.
Ad oggi non sono stati resi noti dettagli chiari sulle accuse o sulla documentazione relativa a queste due sentenze. Non è chiaro se le condanne siano direttamente collegate alla difesa dei clienti, al monitoraggio della situazione dei detenuti o alle attività civiche e professionali degli avvocati.
L’Ordine degli Avvocati rischia lo scioglimento; un altro passo per limitare l’indipendenza degli avvocati
Conseguenza della repressione contro gli avvocati che difendono i diritti dei cittadini
La Commissione per il sostegno agli avvocati ha affermato che la tutela della dignità professionale e della sicurezza del posto di lavoro degli avvocati è uno dei suoi compiti principali e ha invitato la magistratura a prestare attenzione al loro status professionale e al ruolo dell’avvocato nella difesa dei diritti dei cittadini.
Perseguire o detenere un avvocato per aver svolto i propri doveri professionali non colpisce solo il singolo avvocato, ma mina anche la capacità dei suoi clienti di organizzare una difesa. Un avvocato deve poter accedere agli atti processuali, parlare in via confidenziale con il proprio cliente e contestare le azioni delle forze dell’ordine e delle autorità giudiziarie senza timore di essere arrestato o punito.
L’intensificarsi delle pressioni giudiziarie sugli avvocati può limitare l’accesso dei detenuti a una difesa efficace e compromettere la capacità di documentare e perseguire i casi di violazione dei diritti degli imputati. Di conseguenza, il protrarsi di questi casi ha acuito le preoccupazioni riguardo all’indipendenza della professione forense e alla crescente repressione giudiziaria nella provincia di Fars.